Summertime

Nelle fredde e cupe giornate d’inverno, sogniamo allegre e assolate estati, dove far assopire per un attimo i mille problemi che ci assillano quotidianamente con un po’ di sana leggerezza, una bevanda fresca e una cena con gli amici di sempre.
E l’estate arriva, impetuosa, senza quasi il dolce preavviso della primavera che è passata troppo rapida, giusto il tempo di stupirsi ancora una volta per la bellezza della rinascita della natura.
Ma non è più l’estate di quando si è bambini, di quando si corre all’impazzata nei verdi prati montani, giocando a nascondino tra un larice ed un masso errante, di quando si salta nel mare sprizzando acqua e allegria.
È l’estate di chi non riesce ad evadere, fisicamente e mentalmente, da una realtà che, sebbene rosea rispetto ad altre realtà, è carica di pensieri.
È l’estate dei cambiamenti climatici, bollente e siccitosa, con il silenzioso grido d’aiuto dei fiumi che non hanno più un goccio d’acqua per dissetare gli animali e le piante.
È l’estate che testimonia concretamente l’enorme danno che gli umani hanno creato alla natura, e quindi a sé stessi.
La regina Marmolada, in questi giorni, piange lacrime di ghiaccio, urlando il suo disagio con un avviso grave ed un ammonimento che la via del non ritorno è stata intrapresa e a breve non ci sarà possibilità di tornare sui giusti passi.
È l’estate delle mille guerre nel mondo e della guerra in Europa, così inammissibile e così, ahimè, reale.
È l’estate in cui anche i tormentoni musicali estivi sono cambiati, non portano più spensieratezza con canzoncine leggere e orecchiabili ma solo rifiuto di ascolto di pseudo suoni ripetitivi a metà strada tra il rap/trap e il latino-americano e con testi di cui non si afferrano nemmeno le parole.
Cosa può fare allora una ultracinquantenne per cercare di alleggerire il pesante anno, che si somma ai pesanti anni precedenti, che si è portata sulle spalle? Leggere, scrivere, (cercare di) distrarsi con i propri interessi, magari partecipando ad un concerto non di massa, visto che il giocherellone covid approfitta dei poco saggi comportamenti umani, passeggiare nel verde, e così via.
E cercare di viaggiare verso la famosa, e già citata su questo blog, isola che non c’è.
Buone vacanze.

Stella Ponzina

Immagine gratuita acquisita da Pixabay.com

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