Santa Pasqua 2022

Caro Papà,
era la Domenica delle Palme di due anni fa quando, sullo stesso balcone assolato in cui mi ritrovo ora, iniziai a scriverti in occasione delle feste “comandate”.
Purtroppo, come allora, sto vivendo un mini lockdown, una vera e propria quarantena, perché mio malgrado sono diventata a tutto diritto parte della grande famiglia dei contagiati Covid. Come abbia fatto, il subdolo diavoletto, ad insinuarsi nelle mie alte vie respiratorie (è la sua attuale ambizione), nonostante le mie estreme attenzioni a difesa, non lo saprò mai.
Anche Giacomo e mamma partecipano alla “festa”. Almeno, possiamo girare tutti liberamente per casa, io sono uscita dalla camera-prigione (in cui non si sarebbe stati nemmeno male se fosse stato un locale isolato dai mille e uno soliti rumori; di cui continuo a non capacitarmi) in cui sono rimasta qualche giorno con mamma, e Giacomo si è liberato dal “gravoso” impegno della cucina.
Grazie al vaccino, è indubbio e non ammetto discussioni, si è trattato per tutti e tre di una più leggera influenza; magari il diavoletto è diventato anche meno cattivo, non gli conviene distruggerci, come farebbe a vivere altrimenti?
Vista l’esperienza personale, sto seriamente pensando che, se il virus è quello che ho conosciuto e di cui sento parlare di questi tempi, si potrebbe eliminare la quarantena e basarsi semplicemente sul buon senso delle persone, almeno per i giorni in cui ci sono sintomi.
Ah, già, il buon senso delle persone…
Domani spero sia il giorno della “liberazione”, se il tampone si rivelerà amico.
Purtroppo, c’è un’altra brutta notizia di cui ti devo scrivere, e di cui sai già.
Sono tornati i tempi nefasti, e si pensava irripetibili almeno sul suolo europeo, in cui un pazzo decide di impossessarsi del diritto di togliere la libertà, e la vita, al suo prossimo.
Cosa si dice, lì su, per quanto sta succedendo in Ucraina?
So che lo state già facendo, ma non potete metterci tutti una ennesima buona parola affinché il Capo supremo butti giù un po’ di umanità dove non ce ne è più?
Se non è nemmeno ammissibile la parola guerra, ancor meno è vedere immagini televisive di esseri umani su cui si è abbattuta una violenza gratuita e senza pietà, nemmeno per le categorie più deboli.
Come vedi, sulla terra, ancora troppe cose non vanno bene.
Io continuo ad avere molto stanchezza mentale e trovo difficoltoso anche scrivere queste poche righe, conviene tornare a parlarci con il pensiero, molto più immediato.
Per fortuna, la primavera risveglia sentimenti e buoni propositi e, tra il cinguettio di un uccellino ed un raggio di sole che illumina una piantina che germoglia, la Speranza risorge.
Buona Pasqua, Papà!

Stella Ponzina

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