Il fascino del vetro

Vi stupite mai di quanti materiali, naturali o creati dall’uomo, influiscono sulla nostra vita quotidiana?
Amo la pietra e il legno; forse è il mio animo country, rustico, campagnolo. Pensate a quanto calore emana, non mi riferisco ai gradi centigradi, una casa in cui i due materiali ne sono parte integrante.
Penso ai casali di campagna, ormai diventati “alla moda” (forse è la ricerca del nostro passato), e alle calde ed invitanti case di montagna dove davvero pietra e legno riscaldano l’ambiente oltre che il cuore.
L’uomo ha sempre avuto a disposizione i due materiali, direttamente da madre natura che offre in abbondanza gli alberi e le pietre in tutto il creato, e deve solo impegnarsi a lavorarli.
C’è un terzo materiale che amo, al pari di legno e pietra, ed è il vetro.
A differenza dei primi due, l’uomo ha dovuto usare il proprio intelletto per poterne usufruire, ha dovuto lavorare un’altra materia prima per ottenere un così eclettico ed importante prodotto.
Mi attrae il processo che porta ad ottenere il vetro: fuoco (sempre si ritorna ai primordi della vita umana) e silice, ed altri componenti a seconda delle esigenze di produzione, creano un’alchimia unica e affascinante.
La delicatezza del vetro si confronta con la sua limpidezza, la sua “pulizia”.
E’ un prodotto perfetto, igienico, elegante, utile, necessario.
Non solo bicchieri o prodotti per la casa, più o meno elaborati, ma prodotti artistici, di arredamento o per uso medico (occhiali, microscopi…).
Rimango affascinata dalle fornaci di Murano e dai soffiatori che, oltre ad avere grande maestria nelle creazioni, hanno dei gran polmoni!
Non riesco a capacitarmi di come i Maestri riescano, estrapolando la canna di ferro dalla fornace (temperatura tra i 900 e 1200 centigradi circa), a trasformare il bolo in opere d’arte, fosse solo anche il semplice cavallino rampante disponibile presso tutte le bancarelle di Venezia.
Ovviamente sto interpretando l’articolo da un punto di vista dedicato all’artigianalità del prodotto, che pure necessita di lavorazioni industriali per un uso più a “buon mercato” e quotidiano.
Ogni volta che mi trovo tra le mani anche solo un barattolo di vetro che ha contenuto una squisita marmellata o un irresistibile pomodorino, mi domando se mi possa servire come contenitore ma subito mi rendo conto di averne già troppi nella credenza, e così lo cestino nella raccolta differenziata. Ma quelli più originali li conservo tutti! Sapete come ci stanno bene anche una piccola piantina grassa o delle biglie di vetro colorato?
Sempre che non si possieda una bottiglia di whisky del Tennessee (non sponsorizzo ma è l’alcolico preferito dalla mia band preferita), debitamente svuotata, nel cui collo inserire una candela.
Nelle teche dei musei archeologici si ammirano bottigliette di profumi, bicchieri elaborati, specchi di epoche più o meno antiche. Quanta storia attorno al vetro.
A questo punto, dopo aver “buttato giù” i miei pensieri, decido di fare un’incursione sul web per recuperare notizie ulteriori che possano aiutarci a conoscere meglio questo incredibile materiale e leggo che la tecnica di produzione del vetro nasce in Mesopotamia nel terzo millennio a.C.
E’ così che scopro di aver precedentemente scritto un’inesattezza: il vetro non è un’esclusiva creazione dell’uomo ma lo si trova in natura ed è costituito da sabbia di quarzo che, a seguito forte innalzamento della temperatura, si scioglie e poi si raffredda creando il vetro vulcanico.
Nel link che allego, potrete leggere che già 9000 anni fa l’uomo neolitico usava l’ossidiana.
Non vi racconto tutto l’articolo allegato ma, se avete qualche minuto, non tralasciatelo, è interessante.
Pare che io sia diventata lo sponsor ufficiale dei produttori di vetro….
Ovviamente non è così. Se però, Lor Signori volessero usare il mio articolo per promozione, non ne avrei a male (<emoticon che fa l’occhiolino>).
Ha solo un risvolto negativo, il vetro: quando ci cade un bicchiere in casa, per qualche giorno troveremo piccoli pezzi quasi invisibili ad occhio nudo ovunque. Attenzione a non girare a piedi scalzi!
Stella Ponzina

Produzione di vetro

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